Azioni di aiuto per la povertà con le eccedenza, esito del convegno in Provincia

Data: 
24/02/2014 - 13:00
Presidente Zaccariotto: «Siamo pronti a fare rete con un sistema di volontariato sul territorio»

Venerdì in Provincia di Venezia, nella sede del centro servizi di Mestre, la presidente Francesca Zaccariotto e l’assessore provinciale ai Servizi Sociali Giacomo Grandolfo hanno partecipato all’incontro sul tema “Azioni di aiuto per la povertà. Sostenere con le eccedenze: Regione Veneto risponde” organizzato dalla Regione del Veneto con la Provincia di Venezia, e con la collaborazione della Caritas veneziana, Csv Centro di servizio per il volontariato, Coordinamento associazioni volontariato provinciale, Amici della solidarietà, Centro educativo occupazionale diurno di Montebelluna.

 

Erano presenti l’assessore regionale ai Servizi sociali Remo Sernagiotto, Don Dino Pistolato direttore della Caritas di Venezia, Franco Moretto direttore sezione non autosufficienza, Sara Mascarin presidente associazione Amici della solidarietà e Ketty Poles CSV Venezia.

 

Obiettivo dell’incontro è stato implementare, migliorare un sistema già esistente di raccolta e distribuzione delle eccedenze alimentari, ma anche creare un sistema efficace di rete e di gestione per tutta la regione veneta delle diverse forme di aiuto alle persone indigenti.

La Giunta regionale in tal senso ha istituito un tavolo di lavoro, in collaborazione con tutti i soggetti attivi sul fronte della solidarietà, dell’accoglienza e della gestione delle problematiche connesse al fenomeno della povertà, siano esse sanitarie, alimentari o logistiche, per fronteggiare i fenomeni di povertà e indigenza tradizionalmente presenti nel nostro territorio. È stato definito e condiviso un programma formativo e informativo sugli interventi in materia di distribuzione delle eccedenze, non solo di cibo, e di sostegno al disagio sociale.

 

Presidente Francesca Zaccariotto: «Il tema a me è molto caro, lo sento particolarmente vicino perché l’ambito sociale, l’area dei servizi al cittadino che soffre una condizione di disagio è la sfera di azione e interesse dalla quale provengo, e nella quale mi sono formata. Il problema della povertà è oggi di drammatica attualità. Lo abbiamo visto con i dati presentati nel corso della mattinata,  dove risulta che il reddito familiare medio italiano in due anni è diminuito di oltre il 7 per cento, mentre la povertà è salita dal 14% al 16% nello stesso biennio. Più che di povertà si potrebbe parlare di impoverimento, perché solo nel nostro territorio negli ultimi quattro anni abbiamo perduto 15 mila posti di lavoro, un giovane su tre non trova lavoro, e la ricaduta di questa emorragia è stata drammatica per le nostre famiglie. Sicuramente il territorio veneziano presenta situazioni diversificate, la zona di Marghera o di Chioggia è diversa dal portogruarese e dal Veneto orientale. Ma proprio per queste diverse realtà, anche da un punto di vista economico, il ruolo della Provincia può essere prezioso. Siamo tutti consapevoli di dover fare qualcosa, parliamo di solidarietà, e allora le istituzioni devono inserire l’emergenza povertà fra le priorità, nei propri obiettivi. La Provincia di Venezia si mette a disposizione per coordinare il territorio mettendo assieme risorse, persone ed esperienza. L’esperienza in un ruolo di coordinamento che oggi a più voci è stato ribadito come necessario e fondamentale per sostenere una rete di azioni fra le varie realtà associative e di volontariato, e i molteplici soggetti istituzionali che non devono sovrapporsi, ma devono mirare a dare risposte pratiche a chi ha davvero bisogno. Dobbiamo andare al di là dei limiti della legge, eliminando i “se” e i “non ci compete”. Non dobbiamo aver paura di rompere schemi che giungono dalla burocrazia o dalle deleghe attribuite.  Il volontariato deve essere sostenuto dalle istituzioni, abbiamo il dovere di difendere chi è in difficoltà. La nostra disponibilità è totale, perché ciò che ci viene chiesto è trasparenza e concretezza. E abbiamo visto che possiamo essere molto utili al territorio, il nostro metodo funziona; in tema di sicurezza il caso della polizia provinciale è stato esemplare. Siamo andati oltre i compiti tradizionalmente previsti per il corpo di polizia provinciale, e oggi non solo i nostri agenti sono riconosciuti e apprezzati, ma il nostro servizio è richiesto dai Comuni e facciamo parte a pieno titolo del tavolo per la sicurezza».

 

Il direttore Caritas Don Dino Pistolato ha tracciato un quadro delle emergenze del territorio: «Sappiamo tutti quanto la crisi ha contribuito all'aumento dell'accesso ai servizi solidali. La Bottega della solidarietà di Mestre, per esempio, distribuisce ogni mese 2.400 pacchi viveri con prodotti donati dal mercato ortofrutticolo e da aziende private. E’ stato utile quindi trovarsi insieme per capire quanto sia importante prevedere percorsi strutturati che rendano omogenei gli aiuti secondo le diverse esigenze. Altro elemento importante è il dialogo tra le diverse realtà del volontariato affinché l'aiuto non sia solamente emergenziale ma diventi una riposta autentica e continuativa per chi vive nella difficoltà».

 

Presidente Csv Luisa Conti: «Crediamo in questo progetto basato su una realtà strutturata. Dobbiamo essere in grado di dare una risposta vera ai problemi emergenti anche attraverso un percorso di educazione e di formazione. Tutte le realtà come le Asl, le cooperative, le associazioni di volontariato possono fare la propria parte contrastando lo spreco alimentare, ridistribuendo la merce con beneficio per tutti».

 

Assessore Remo Sernagiotto: «L'Europa ha tagliato i fondi sulle eccedenze alimentari. Dobbiamo eliminare lo spreco, ci dobbiamo coordinare per garantire risorse che non ci sono più. Ci dobbiamo strutturare per un nuovo sviluppo del Veneto, serve l'Europa dei popoli.Garantiremo uguali risorse per questi servizi».

 

Presidente Sara Mascarin: «Un esempio: il rapporto con i supermercati non va lasciato allo spontaneismo, serve organizzazione e procedure precise. Non basta lo slancio tipico del mondo del volontariato. Un esempio: abbiamo raccolto in un anno 2,7 tonnellate di eccedenze alimentari per un valore di 30 mila euro, 600 kg al mese di beni. La logistica di queste operazioni va gestita: un tir di pasta non può essere allocato all'aperto e allo stesso tempo deve essere garantita la sicurezza del personale volontario incaricato di scaricare queste merci».

 

Altri obiettivi del progetto regionale sono la prosecuzione, il consolidamento e l'incremento dell'attività di distribuzione delle eccedenze alimentari per fronteggiare la crescita della domanda, l'estensione del programma in tre aree provinciali, l'attivazione di una piattaforma informatica, l'attuazione di un modello di consolidamento del sistema di rete, un percorso per la certificazione della qualità.

 

***

 

SCHEDA

 

Le funzioni in materia di politiche sociali della Provincia di Venezia sono state attribuite con legge regionale (nel Veneto la legge regionale n. 11/2001 "Conferimento di funzioni e compiti amministrativi alle autonomie locali in attuazione del D.Lgs. 112/98) e sono circoscritte agli ambiti del supporto alle persone con disabilità sensoriali (non  vedenti e audiolesi), al trasporto di alunni disabili verso gli istituti scolastici di istruzione secondaria superiore, e ai figli minori riconosciuti dalla sola madre.

Per quest’ultimo ambito, la Provincia ha esteso gli interventi di sostegno ai minori riconosciuti da un solo genitore, in considerazione dei profondi cambiamenti sociali intervenuti nella società rispetto al concetto di famiglia.

 

La Provincia partecipa anche ai piani di zona - 4 nel nostro territorio, coincidenti con le 4 ASL presenti.

 

Quello dei minori riconosciuti da un solo genitore è un versante pratico e concreto in cui la Provincia stanzia e gestisce risorse finanziarie di sostegno ai singoli, dei quali sia certificato lo stato di difficoltà economica. Gli interventi sono regolati da un protocollo d’intesa col Comune di residenza del nucleo in condizioni di svantaggio socio-economico - attualmente, i Comuni aderenti sono 31 su 44 e, tramite appunto il Comune, la Provincia sostiene, anche finanziariamente, le famiglie mono genitoriali in condizioni di disagio, di difficoltà economiche o materiali di vario genere, sempre su richiesta dei servizi sociali del Comune.

 

Gli interventi sono ampi ed articolati:

a)    prestazioni sociali:

  • segretariato sociale e orientamento ai servizi;
  • vigilanza sui minori a rischio;
  • accompagnamento sociale, sostegno e consulenza del servizio sociale professionale;
  • stesura, valutazione e verifica di progetti socio-educativi personalizzati e in rete con le altre istituzioni del territorio;

 

b)    prestazioni economiche:

  • erogazione di contributi economici, per il periodo definito nel progetto d’intervento, per poter garantire la presenza del genitore accanto ai figli e tenuto conto della particolare difficoltà sperimentata dal genitore nel conciliare i tempi di cura con quelli di lavoro;
  • assunzione degli oneri di rette per l'asilo-nido, la scuola dell'infanzia paritaria, mense e trasporti scolastici, particolari esigenze di salute, partecipazione ad attività ludico-ricreative, attività educative a domicilio, attività riabilitative, sportive, di socializzazione, doposcuola e simili;
  • retribuzione dell'affido familiare a parenti entro il 4° grado o a famiglia affidataria, purché l’affido non sia già finanziato;
  • pagamento intero o parziale della retta di accoglienza del minore in strutture educative autorizzate nel rispetto della normativa regionale di riferimento, di seguito esemplificate: comunità educative residenziali per minori e per mamma-bambino, centri diurni per minori, comunità educative e riabilitative per preadolescenti e adolescenti, comunità familiari per minori e comunità familiari mamma-bambino.

 

 

Anno

Casi sottoposti alla Provincia

Casi accolti dalla Provincia

Spesa (comprende anche i casi seguiti direttamente dalla Provincia)

2011

184

184

€ 310.848,20

2012

182

182

€ 324.834,80

2013

186

186

€ 388.120,94

 

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