Continua a far discutere il nuovo piano mobilità in laguna

Data: 
20/11/2013 - 19:15
Presidente Zaccariotto: «Un tavolo per sicurezza e sostenibilità ambientale, non sanzioni»
Venezia, bacino di San Marco (foto: M. Fletzer)

        

Sulla questione del trasporto acqueo e nuovo piano della mobilità in laguna, è intervenuta la presidente della Provincia di Venezia Francesca Zaccariotto, con alcune considerazioni e la proposta concreta di avviare, nella fase di revisione del regolamento provinciale, un tavolo con tutte le categorie interessate.

 

Presidente Zaccariotto: «Il tema di fondo è, e rimane, la sicurezza della navigazione nel Canal Grande, ma non solo. I recenti provvedimenti assunti dal Comune di Venezia, i cosiddetti 26 punti del nuovo piano della mobilità in laguna definiti da ACTV, e motivati con carattere d’urgenza, appaiono oggi - al termine del percorso di approvazione - del tutto privi delle motivazioni di fondo che li avevano ispirati. Il tragico incidente con la morte del docente tedesco la scorsa estate, per quanto frutto di molte circostanze coincidenti, ha avuto il merito di portare all’attenzione generale ciò gli operatori del settore avevano già da tempo segnalato anche a questa Provincia durante numerosi incontri, ovvero i gravi rischi per la sicurezza del personale, dei cittadini e dei turisti. Oltre al disagio per la mobilità dei mezzi e delle merci trasportate, a causa della evidente saturazione di gran parte del Canal Grande, dovuta alla compresenza di un elevato numero di mezzi in navigazione, e l’assenza di una limitazione dei traffici o di controllo degli accessi per zone, fasce orarie, tipologia (ZTL).

 

Nel nuovo piano del Comune, con l’alibi del “carattere d’urgenza” l’obiettivo della sicurezza è andato sostanzialmente perduto. Si è finito per privilegiare il carattere sanzionatorio, piuttosto che la prevenzione e la pianificazione: più sanzioni amministrative e incasso del relativo corrispettivo. Inoltre, e lo considero il punto dolente della proposta, le decisioni risultano essere state prese a priori, senza il reale coinvolgimento di chi - operatori del trasporto merci, operatori taxi e noleggiatori, gondolieri, oltre a tutti gli altri soggetti e categorie -  vive direttamente e sulla propria “pelle” le problematiche della navigazione lagunare e dei canali interni, e solo successivamente illustrate alla collettività.

 

La positiva esperienza avviata dalla Provincia, con l’assessore provinciale ai trasporti Giacomo Grandolfo,  e in collaborazione con il Comune, portò nel luglio 2010 alla sottoscrizione di un protocollo d’Intesa con i rappresentanti del trasporto acqueo; un primo passo verso una gestione coordinata dei servizi di trasporto pubblico non di linea, e verso la salvaguardia del patrimonio ambientale e artistico della laguna e della città storica, andava ripresa e coltivata,proprio partendo dal contenuto del questo protocollo, che tracciava una serie di azioni già condivise e possibili.

 

Credo dunque si sia persa un’occasione importante.

 

Ora, di fronte allo scontento generale e alle proteste, che fortunatamente grazie alla positiva mediazione realizzata dal Prefetto sono state per il momento sospese, va riavviato il tavolo con tutte le categorie, in una più ampia visione pianificatoria, che valorizzi il contributo di conoscenza dei problemi, e i tanti suggerimenti pratici che, in prima persona, gli operatori dei vari settori vivono sul campo, certa che sul tema della sicurezza e della limitazione dei flussi, se condivisa con un approccio corretto, vi sia una disponibilità complessiva di tutte le categorie, oltre che soluzioni già praticabili.

 

Si impone una riapertura del dialogo. La Provincia, e l’occasione è rappresentata dalla rivisitazione del regolamento per il coordinamento della navigazione locale nella laguna veneta, si rende disponibile a farsi da garante, e ad aprire un tavolo, con tutte le categorie, che metta al centro la questione sicurezza, a partire dalla constatazione delle inaccettabili condizioni in cui si trovano ad operare i trasportatori di merce, per mancanza di rive o di pontili dedicati. 

 

Dal punto di vista più strettamente pratico, il tema della sicurezza va dunque  affrontato a 360°. Oltre alle criticità legate all’abuso di alcool e di sostanze stupefacenti, temi che già rientravano della bozza di interpello a suo tempo predisposta dalla Provincia, sicurezza significa anche poter pensare ad una distribuzione delle attività di trasporto, persone e  cose nell’intero arco delle 24 ore. Un fronte su cui ragionare è quello della raccolta dei rifiuti di notte, indicazione già contenuta nel protocollo di intesa ratificato da Comune e Provincia rimasto, questo punto come altri, lettera morta.

 

E’ noto infatti che i gondolieri hanno la necessità di potersi muovere dalla tarda mattinata in poi, in modo da intercettare la propria specifica clientela. Così è per i taxi, che devono aver la possibilità di circolare sempre, considerata la differente tipologia di utenti. I trasportatori di merci già oggi operano nelle ore notturne, ma esistono tipologie di merce, ad esempio il collettame, per cui non è possibile pensare ad una distribuzione notturna. Le preoccupazioni legate al rumore e all’inquinamento atmosferico tuttavia possono essere superate pensando ad un processo di trasformazione delle imbarcazioni in modo da arrivare a natanti ibridi e/o elettrici dotati di sistemi oleodinamici che quasi annullerebbero il rumore.

 

Si pensi, inoltre, a quanto previsto dal regolamento provinciale all’art. 66 in cui è affrontato il tema del sistema integrato di rilevamento e controllo delle imbarcazioni in tutta la laguna veneta per la sicurezza della navigazione - come previsto dalla legge e con finalità di coordinamento, non sanzionatorie - e basato sulla tecnologia di localizzazione e monitoraggio delle unità a mezzo Gps; anche questo purtroppo rimasto al palo, anche se l’installazione degli apparati di bordo avrebbe dovuto essere annotata sugli strumenti di bordo. Anche circa questo punto c’è piena disponibilità a ripartire, attraverso la revisione del nostro regolamento.

 

In sintesi, questa può essere la strada da seguire per disegnare il futuro di una città così delicata e splendida come Venezia. Un futuro che è già in parte realtà, in quanto circolano, seppur a titolo ancora sperimentale, alcune imbarcazioni interamente elettriche per il trasporto di persone. Questa Provincia due anni fa ne ha trasformata una delle proprie in dotazione, all’interno del piano di azioni virtuose previste dal patto dei sindaci e dal progetto comunitario 202020 al quale abbiamo aderito come capofila nel 2010».

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