Gestione musei civici veneziani, Speranzon: "Valorizziamo il nostro patrimonio"

Data: 
10/12/2014 - 15:30
Incontro a Ca' Corner con l'assessore provinciale alla Cultura
testa d'angelo del Museo provinciale di Torcello prestato alla mostra "Immagini e Cristianesimo) in Ungheria da luglio a settembre 2014

Oggi a Ca’ Corner, sede della Provincia di Venezia, l’assessore provinciale alla Cultura Raffaele Speranzon è intervenuto sul tema “La gestione dei Musei Civici Veneziani”.

 

Assessore Speranzon: «In questi giorni è in corso al Museo Correr di Venezia una mostra con disegni veneziani provenienti dalla National Gallery of Art di Washington; è da questo fatto che ho preso spunto per alcune riflessioni.

Noi abbiamo un ricco patrimonio culturale di circa 500 mila pezzi, in parte non ancora censito né catalogato. Cosa aspettiamo a procedere alla catalogazione e alla loro valorizzazione? Abbiamo disegni, sculture, opere d’arte sepolte in depositi e magazzini, e tuttavia vengono periodicamente allestite costosissime mostre attingendo da altre realtà museali.

Nel 2013 le sale di Palazzo Ducale hanno ospitato la mostra su Manet, e poi il Comune di Venezia è intervenuto stanziando 300 mila euro alla Fondazione Musei Civici di Venezia, ente strumentale,  per recuperare il passivo.

Siamo in un periodo di tagli e di sempre più scarse risorse economiche; la Fondazione ha una convenzione con il Comune che prevede ogni 6 mesi una relazione sulle attività svolte e un resoconto dal punto di vista sia artistico che economico.

In realtà i cittadini, i veri proprietari dei beni della Fondazione, non conoscono le entrate e i benefici delle mostre preconfezionate “chiavi in mano”.

Penso poi a Ca’ Pesaro, con i circa 500 dipinti, poi ridotti a 300 e ora a circa 160: certo sono cambiate le modalità di esposizione, ma se abbiamo nei magazzini 3 mila dipinti e 3 mila disegni perché non esporli e promuoverli? Perché cedere un piano intero alla gestione di una fondazione americana? Con quali costi per gli allestimenti, i trasporti? E poi mi chiedo, a carico di chi? Con quali vantaggi in termini di presenze?

Forse potrebbe essere fatto qualcosa di più e meglio, in modo sinergico, con maggiore trasparenza, investendo per far conoscere, comunicare e promuovere il nostro patrimonio, le nostre collezioni, attraverso la professionalità e la competenza di chi lavora nei nostri musei. Auspico come assessore alla cultura più spazio e attenzione alle collezioni permanenti e maggior chiarezza su costi, ricavi e numeri di visitatori. Facciamo belle mostre con le opere che già abbiamo, rendiamole attraenti mutuando dall’estero l’abilità nel valorizzarle».

Tutte le Notizie