Giovani promesse di Venezia Balletto a Villa Venier Contarini a Mira

Data: 
26/09/2013 - 11:15
Quindici giovani ballerini alla sesta edizione del Festival delle Ville Venete

Quindici giovani allievi del centro di formazione professionale Venezia Balletto di Mestre hanno partecipato durante lo scorso fine settimana, con il patrocinio della Provincia di Venezia, alla sesta edizione del “Festival delle Ville venete” a Villa Venier Contarini di Mira, dopo l’apertura del festival avvenuta a Villa Contarini Ghirardi di Piazzola sul Brenta.

 

L’ assessore provinciale alla Cultura e Sport Raffaele Speranzon ha così commentato: «L’occasione ha rappresentato un momento di crescita formativa per gli allievi di questa scuola di danza mestrina, i quali hanno potuto esibirsi nelle nostre splendide ville,  luogo simbolo per eccellenza dello straordinario patrimonio culturale del nostro territorio, risorsa ancora da valorizzare a pieno e rendere accessibile a tutti. Le ville hanno fatto da splendido scenario per gli allievi che hanno danzato con successo, emozionando il pubblico presente, e dimostrando la loro passione e il loro talento».

 

Durante le due serate sono state proposte tre delle ultime produzioni coreografiche della direttrice della scuola Sabrina Massignani: “Bolero”, “Carmina Burana” e “Orfeo ed Euridice” che hanno messo in evidenza una continua ricerca di contaminazione tra gli stili per una danza sempre nuova e vitale.

 

La coreografica “Bolero”, sulle note della celebre opera del compositore francese Maurice Ravel, non prende spunto dalle letture originali di Maurice Béjart e Aurel Millos, ma fa della coreografia e della gestualità dei ballerini il mezzo per evidenziare la ritualità del crescendo musicale sottolineando la forte componente seduttiva del brano.

 

“Carmina Burana” si presenta come un racconto coreografico senza confini, un’amalgama di forme estetiche che creano una sorta di ragnatela, e infine “Orfeo ed Euridice”, elaborazione musicale del brano originale, e rivisitazione coreografica prodotta per la fonderia Ater Balletto nel progetto “Danza e Letteratura” sotto la direzione artistica di Arturo Cannistrà, propone una personale lettura del mito orfico come il bisogno di riscatto, il tentativo di superare e spezzare i limiti che ci costringono ad una vita amorfa.

Tutte le Notizie