La risposta della presidente Zaccariotto ai lavoratori Apt

Data: 
08/08/2014 - 08:45
"Continuerò a lottare al vostro fianco finché resterò in carica"
Francesca Zaccariotto

Di seguito la dichiarazione della Presidente Francesca Zaccariotto in risposta a quanto affermato dai dipendenti di Apt, la società partecipata dalla Provincia per il turismo, e ripreso dalla stampa locale.

 

Presidente Zaccariotto: «Ho letto con grande attenzione l’”autodifesa” da parte dei dipendenti dell’Apt provinciale, la nostra partecipata per il turismo, pubblicata in questi giorni dalla stampa, e ho condiviso l’accorato appello del responsabile turismo del Pd veneto, sul valore della professionalità del personale che opera in Apt, affinché tale competenza non vada dispersa.

Trovo, invece, del tutto fuori luogo, e anche fuorviante rispetto alle reali responsabilità, leggere che i dipendenti di Apt mi accusano di usare nei loro confronti “due pesi e due misure”: mi sono schierata dalla parte dei lavoratori del Comune motivando chiaramente che mi sentivo dalla loro parte in quanto era del tutto scorretto addebitare a loro le conseguenze di un dissesto gestionale che non altri responsabili se non la " politica" che ha governato per 30 anni il Comune.

Posto che troppo spesso si scrive dell'oggi dimenticando cosa è accaduto ieri ricordo che lo stipendio ai dipendenti dell'Apt in questi ultimi anni è stato interamente  pagato dalla Provincia.

Che l'amministrazione da me presieduta ha, con un’iniziativa unica in Italia, agito giudiziariamente tramite un decreto ingiuntivo, accolto, contro la Regione per riscuotere le somme dovute e mai versate per le competenze in materia turistica.

Che a seguito dei tagli dei trasferimenti regionali, ha comunque continuato ad anticipare il pagamento degli stipendi ai dipendenti di Apt, dando – al di là delle belle parole - un effettivo e concreto sostegno economico ai 70 lavoratori dell’azienda consortile, e sopperendo di fatto in toto ai doveri della regione. 

Ricordo, solo a titolo di corretta informazione, che con il passaggio della delega del turismo alla Provincia la Regione si era impegnata a trasferire anche le risorse per realizzare il servizio di accoglienza e informazione previsto dalla legge, ma nei fatti la Regione ha trasferito le deleghe ma non le risorse economiche, e solo grazie alla Provincia che ha anticipato i fondi, c’è stata in questi anni la copertura degli stipendi del personale.  Vorrei anche aggiungere, per chi ha la memoria corta, che in uno degli ultimi consigli provinciali avevo ribadito con forza che il problema restava comunque aperto, e invitavo tutti i lavoratori ad alzare la testa, a restare uniti e a protestare contro la Regione – mi ero anche offerta di accompagnarli e di partecipare con loro alla manifestazione. 

Ricordo che allora la risposta fu che il "Presidente" si preoccupava del suo futuro, della sua “poltrona”, e il mio appello cadde nel vuoto.

Ricordo infine che  già prima, nella commissione consiliare turismo del 26 febbraio scorso, avevo posto sul tavolo della discussione il problema del futuro dell’azienda, dei suoi lavoratori, e dei finanziamenti necessari per continuare a garantire i servizi d’informazione e accoglienza turistica.

Sarebbe stato logico che i lavoratori si unissero all'amministrazione provinciale, che si mobilitassero uniti, che alzassero la testa, che protestassero compatti in Regione e rispondessero al nostro invito.

Invito rimasto inascoltato. Mentre sarebbe stato necessario agire con forza e per tempo sulla Regione, sul suo bilancio, perché continuasse ad erogare le risorse necessarie a pagare gli stipendi del personale, anche in considerazione del valore economico di un settore di primaria importanza per il nostro territorio qual è il turismo.

E’ dunque mancata un’azione tempestiva, una mobilitazione di quadra, e oggi che gli spazi di manovra si sono inequivocabilmente ridotti, resta solo un lamento fine a se stesso, perché,  nonostante la legge regionale del turismo (la n. 33/2012) abbia confermato la delega del turismo alle Province, che oggi scompaiono persino come parola dalla Costituzione, c'è in ciò che leggo in questi giorni qualcosa che non quadra, perché si attacca ancora una volta l’interlocutore sbagliato. 

 

Per questo, nonostante i ridottissimi margini operativi rimasti, il 5 agosto scorso avevo  inviato  una lettera al presidente della Regione Luca Zaia, nel cui testo si legge “questa amministrazione provinciale ha esaurito la possibilità di continuare ad anticipare, come fatto sino ad oggi, le risorse per contribuire al funzionamento dell’Azienda consortile costituita per la promozione del turismo e la gestione degli Iat per cui difficilmente sarà in grado di garantirne l’ulteriore attività sino a fine anno e, in particolare, l’attribuzione delle spettanze dovute ai lavoratori”.

 

Scrivo ricordando anche che nel 2013 la Regione del Veneto aveva assegnato alla Provincia la somma di 1.276.450,00 euro, e che anche quest’anno la stessa somma è stata iscritta a bilancio. Il testo prosegue dicendo: “Sono pertanto costretta a chiederle a salvaguardia degli equilibri di bilancio dell’ente che rappresento, di ricevere nel più breve tempo possibile formale comunicazione in ordine alla sussistenza e consistenza dello stanziamento regionale destinato per l’esercizio 2014 alla Provincia di Venezia per il finanziamento delle funzioni in oggetto. In caso di mancate sue assicurazioni entro sette giorni dal ricevimento della presente, purtroppo, sarò dunque costretta a dettare alla predetta Azienda i necessari indirizzi per l’immediato avvio delle procedure per la sua messa in liquidazione, con apertura della delicata ed incerta fase di riallocazione del personale ad oggi in servizio”.

 

Questi sono i fatti. Ho sempre lottato e, sino a che resterò in carica, continuerò a lottare, affinché i lavoratori siano tutelati, e forse i lavoratori dovrebbero iniziare a guardare con rispetto chi lotta con loro, e soprattutto a sentirsi parte di una squadra».

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