Le ultime novità approvate in Senato del disegno di legge Delrio

Data: 
01/04/2014 - 08:30
In commissione la riforma Province e istituzione delle città metropolitane

In Provincia di Venezia a Ca’ Corner si è riunita la prima commissione provinciale consiliare  (Affari istituzionali e generali, rapporto con gli Enti locali e Regioni, Associazioni istituzionali, Consorzi, Società e compartecipazioni) convocata dal presidente, il consigliere Beniamino Boscolo Capon per esaminare le ultime novità introdotte dal disegno di legge Ddl Delrio.

Presente in commissione il direttore generale Giuseppe Panassidi, che ha illustrato il testo del disegno di legge varato dal Senato, e dal 27 marzo all’esame della Camera.

 

Il disegno di legge per la riforma delle Province e l’istituzione delle Città metropolitane, approvato in Senato la scorsa settimana, era stato presentato alla Camera dal precedente Governo Letta già nell’agosto 2013. Approvato con modifiche il 26 marzo 2014, è stato ritrasmesso alla Camera, ed è attualmente all’esame della Commissione Affari costituzionali, dove l’iter si dovrebbe concludere, al massimo, entro il 4 aprile. Se non ci saranno intoppi la legge sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 7 aprile.

Le date sono importanti perché il disegno di legge contiene anche la rimodulazione del numero dei consiglieri dei comuni sotto i 10.000 abitanti, e il 10 aprile dovrà essere pubblicato l’avviso di convocazione dei comizi elettorali. La riforma aumenta il numero dei consiglieri dei piccoli comuni: fino a 3.000 abitanti, a 10; da 3001 a 10.000, a 12.

Gli amministratori della città metropolitana saranno scelti mediante elezione indiretta, sulla base di un complesso sistema di calcolo di voto ponderato: su una popolazione di 847 mila abitanti (quella dell’attuale provincia di Venezia) gli amministratori chiamati alle elezioni, prima, della conferenza statutaria e, poi, del Consiglio metropolitano, saranno 729.

E’ prevista la conferenza statutaria composta da 18 membri, con il compito di elaborare entro il 30 settembre una proposta di statuto. Sempre entro questa data sarà eletto il consiglio metropolitano che dovrà approvare lo statuto entro il 31 dicembre 2014.

Dal 1 gennaio 2015 si insedieranno i 4 organi di governo della città metropolitana: il sindaco metropolitano, il sindaco del comune capoluogo, il consiglio metropolitano eletto in modo indiretto con voto ponderato, e la conferenza metropolitana composta dai sindaci dei 44 comuni. Il territorio della Città metropolitana almeno all’inizio coinciderà con quello provinciale, salvo la possibilità dei comuni limitrofi di chiedere di aderire secondo la procedura prevista dalla Costituzione.

 

Dal 7 aprile 2014 dovrebbero restare  in carica il presidente e la giunta provinciale, a titolo gratuito, per l’ordinaria amministrazione, con i limiti previsti per gli enti sprovvisti di bilancio; quindi per i soli atti di ordinaria amministrazione (pagare le obbligazioni passive, riscuotere quelle attive, pagare gli stipendi) e gli atti urgenti e indifferibili.  Il Consiglio provinciale dovrebbe decadere con l’entrata in vigore della legge, e le sue funzioni verrebbero assunte dal Presidente della Provincia Francesca Zaccariotto.

 

Ha chiuso i lavori della commissione il presidente Beniamino Boscolo Capon (Forza Italia): «In commissione abbiamo esaminato nel dettaglio gli esiti attuali del disegno di legge, i suoi possibili sviluppi, e in generale quale sarà l’evoluzione nel prossimo futuro di questo Ente: aspetti che ci sono stati illustrati nei tratti principali dal direttore generale».

 

Di seguito le funzioni della città metropolitana:

 

funzioni fondamentali delle province  (pianificazione territoriale provinciale; tutela e valorizzazione dell’ambiente; pianificazione dei servizi di trasporto e controllo in materia di trasporto privato; viabilità e circolazione stradale; programmazione della rete scolastica; raccolta ed elaborazione dati e assistenza agli enti locali; gestione dell’edilizia scolastica; controllo dei fenomeni discriminatori in ambito occupazionale e promozione delle pari opportunità)

 

altre funzioni:                                  

  1. piano strategico triennale: è atto di indirizzo per l’ente e per l’esercizio delle funzioni dei comuni e delle unioni dei comuni compresi nel predetto territorio;
  2. pianificazione territoriale generale, ivi comprese le strutture di comunicazione, le reti di servizi e delle infrastrutture appartenenti alla competenza della comunità metropolitana, anche fissando vincoli e obiettivi all'attività e all'esercizio delle funzioni dei comuni compresi nel territorio metropolitano;
  3. strutturazione di sistemi coordinati di gestione dei servizi pubblici e organizzazione dei servizi pubblici di interesse generale di ambito metropolitano;
  4. mobilità e viabilità, anche assicurando la compatibilità e la coerenza della pianificazione urbanistica comunale nell'ambito metropolitano;
  5. promozione e coordinamento dello sviluppo economico e sociale, anche assicurando sostegno e supporto alle attività economiche e di ricerca innovative e coerenti con la vocazione della città metropolitana come delineata nel piano strategico del territorio di cui alla lettera a);
  6. promozione e coordinamento dei sistemi di informatizzazione e di digitalizzazione in ambito metropolitano.

 

funzioni eventuali per legge

a)    d’intesa con i Comuni interessati può esercitare le funzioni di predisposizione dei documenti di gara, di stazione appaltante, di monitoraggio dei contratti di servizio e di organizzazione di concorsi e procedure selettive;

b)    funzioni trasferite dallo Stato e dalla Regione nelle materie di rispettiva competenza.

 

funzioni eventuali con convenzione

a)    specifiche funzioni trasferite da comuni e unioni;

b)    funzioni che consentono di avvalersi di strutture della città metropolitana da parte dei comuni e unioni;

c)    funzioni per delega di comuni e loro unioni.

La città metropolitana può avvalersi o delegare l’esercizio di funzioni a comuni e loro unioni (senza oneri per la finanza pubblica).

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