Presentata in Provincia la nuova associazione para tetraplegici nordest

Data: 
06/12/2014 - 17:30
"Autonomia, auto determinazione e lotta alle barriere architettoniche e culturali"
presentazione della nuova associazione paratetraplegici a Mestre

Venerdì 5 dicembre, in occasione della Giornata internazionale del volontariato, la Provincia di Venezia, al Centro servizi di Mestre ha ospitato la presentazione ufficiale dell’associazione Paratetraplegici del Nordest, nata per dare risposte concrete e un aiuto in più ai mille problemi che affrontano quotidianamente i disabili veneti e le loro famiglie, presenti numerosi all’incontro.

 

Un incidente, una malattia del sistema nervoso, una sindrome di cui neppure si sospettava l’esistenza: basta una di queste cause per trasformare una persona normodotata in un disabile, e per sconvolgere l’esistenza del suo nucleo familiare. Perché – improvvisamente o gradualmente che avvenga – vivere diventa molto più difficile.

 

Fondata da un gruppo di sostenitori delle Province di Venezia, Padova, Rovigo e Vicenza, grazie alla sinergia messa in atto dalla sua costituzione con l’associazione dei Tetraparaplegici del Friuli Venezia Giulia, la neonata associazione si propone di essere l’anello di collegamento con altre realtà del Veneto interessate a costituire una rete del nordest. La sede è all’interno dell’ospedale di Dolo, Asl di Mirano, nel reparto di urologia dove si è colta la necessità di rispondere alle esigenze di diverse patologie neurologiche dei diretti interessati, siano essi in carrozzina o meno.

 

Dopo i saluti di apertura e l’introduzione di Luisa Conti, presidente del Csv il centro di servizio per il volontariato di Venezia, sono seguiti gli interventi di Vincenzo Falabella, presidente nazionale Federazione Italiana Superamento Handicap (Fish) e Federazione delle Associazioni Italiane Paraplegici (Faip); Giampiero Licinio, presidente Associazione Paratetraplegici del Nordest e Associazione Tetraparaplegici del Friuli Venezia Giulia; Aldo Orlandi, presidente del Gruppo Animazione Lesionati Midollari (Galm) di Verona; Ruggero Vilnai, presidente Comitato Paralimpico Veneto; Giorgio Artuso, direttore Unità Operativa Complessa di Urologia, ospedale di Dolo, Asl di Mirano.

Presenti il consigliere regionale Bruno Pigozzo e l’assessore comunale di Mira Orietta Vanin.

 

Luisa Conti: «Porto i saluti della Provincia e dell’assessore Giacomo Grandolfo. Presentare  oggi, in occasione della giornata internazionale del volontariato, questa neonata associazione per noi è l’ideale. Nonostante la crisi economica e le difficoltà del quotidiano, dal volontariato arrivano notizie che ci fanno avere grande speranza nel futuro».

 

Vincenzo Falabella: «Mi fa piacere essere qui oggi con gli amici del territorio perché ritengo importante dare continuità all’azione che abbiamo avviato a livello centrale, perché sia condivisa e prosegua a livello locale». Ha quindi proiettato un video, con appunti e immagini sul tema della disabilità.

 

Giampiero Licinio: «Per la nostra associazione è importante promuovere un’attività sociale a difesa dei diritti delle persone con disabilità. In particolare puntiamo all’ abbattimento delle barriere architettoniche, all’autodeterminazione motoria, ad una vita autonoma e indipendente».

 

Di seguito i dati illustrati nel corso dell’incontro.

 

Sono circa 6 milioni i volontari in Italia, di cui 4 milioni che svolgono attività in gruppi organizzati. In prevalenza sono del nord,  e della fascia di età 55/64 anni.

Tra i volontari il 23% è attivo in gruppi con finalità religiose, il 17% con finalità ricreative e culturali, il 16% nell’ambito della sanità; il 14% nell’assistenza sociale e protezione civile, 8% nell’ambiente, il 3% nell’istruzione e ricerca.

Tra le motivazione di chi fa volontariato: il 60% è attivo perché crede nella causa sostenuta dal gruppo cui fa parte, il 40% perché si sente meglio e lo gratifica.

In Veneto ci sono 7 centri di servizio al volontariato che svolgono attività di formazione e promozione: in totale sono 2000 le associazioni, di cui il 70% è iscritto al registro regionale. Nel 2013 i 7 centri hanno erogato tramite bandi circa 2 milioni di euro a sostegno dei progetti.

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