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Al via la seconda tranche dell’iniziativa promozionale La Fenice per la Città e La Fenice per la Città metropolitana

Notizie dalla Città metropolitana
13 Aprile 2026
malibran

Al via la seconda tranche dell’iniziativa promozionale La Fenice per la Città La Fenice per la Città metropolitana, felice collaborazione tra il Teatro e i due enti pubblici veneziani che consente ai residenti nel Comune di Venezia e nel territorio della Città metropolitana di acquistare online, sul sito del Teatro www.teatrolafenice.it, biglietti a soli 25 euro per alcuni degli spettacoli in scena al Teatro La Fenice, al Teatro Malibran e al Teatro Goldoni. La vendita di questa speciale tipologia di titoli di accesso riguarderà un numero limitato di posti, fino a esaurimento della disponibilità, e sarà aperta esclusivamente dalle ore 11.00 di mercoledì 15 aprile e fino a venerdì 17 aprile 2026. Sarà possibile acquistare fino a due posti per persona per un evento a scelta fra gli spettacoli messi a disposizione.

Come per la prima tranche della promozione, i titoli saranno proposti al prezzo agevolato sia ai residenti del comune che della città metropolitana di Venezia, attraverso lo stesso codice coupon METROPOLIVE26. Per quanto riguarda questa seconda tranche, i biglietti a 25 € saranno riservati a una selezione di ventitré date nell’ambito delle Stagioni Lirica e Balletto in corso: si tratta in particolare di due titoli d’opera al Teatro Malibran, Enrico di Borgogna e L’elisir d’amore  di Gaetano Donizetti; un titolo d’opera al Teatro La Fenice, Venere e Adone di Salvatore Sciarrino; un dittico al Teatro Goldoni, composto da The Telephone di Gian Carlo Menotti e Trouble in Tahiti di Leonard Bernstein; due spettacoli di danza al Teatro Malibran, quello che vedrà protagonista l’Hamburger Kammerballet con coreografie di John Neumeier e Dear Son con la coreografia di Sasha Riva & Simone Repele.

Il primo spettacolo lirico cui è destinata la promozione è Enrico di Borgogna di Gaetano Donizetti. Opera eroica in due atti su libretto di Bartolomeo Merelli, basata sul dramma Der Graf von Burgund di August von Kotzebue, singolare drammaturgo e impresario teatrale di fine Settecento, questa partitura fu rappresentata per la prima volta al Teatro Vendramin San Luca di Venezia il 14 novembre del 1818 e, se si esclude la scena lirica del Pigmalione, rappresenta la prima vera opera del copioso catalogo donizettiano, la prima che venne effettivamente rappresentata. Vi si misurerà per la prima volta l’esperto direttore d’orchestra Corrado Rovaris, alla guida di un cast che comprenderà Teresa Iervolino, Giuseppina Bridelli, Dave Monaco e Omar Montanari quali interpreti principali. Con una curiosità: per tutti gli artisti si tratta di debutti nei rispettivi ruoli. La messinscena sarà firmata da Silvia Paoli. Questo nuovo allestimento, realizzato in collaborazione con il Festival Donizetti di Bergamo, sarà in scena al Teatro Malibran il 12, 14, 16, 18, 20 giugno 2026, tutte date accessibili a tariffa agevolata per i residenti del Comune e della Città metropolitana di Venezia

Il secondo spettacolo lirico collegato alla speciale promozione sarà Venere e Adone di Salvatore Sciarrino, che andrà in scena in prima rappresentazione italiana. Basata su un libretto di Fabio Casadei Turroni e dello stesso Sciarrino, nata grazie a una commissione della Staatsoper di Amburgo, questa partitura contemporanea debuttò proprio ad Amburgo tre anni fa, il 28 maggio 2023, e sarà riproposta a Venezia nel medesimo allestimento del debutto con la regia di Georges Delnon, le scene di Varvara Timofeeva e i costumi di Marie-Thérèse Jossen. Della parte musicale sarà responsabile il direttore Kent Nagano, alla guida di un cast di prestigio composto da Layla Claire, Randall Scotting, Evan Hughes, Cody Quattelbaum, Matthias Klink, Kady Evanyshyn, Nicholas Mogg e Vera Tarlenko. Fonte principale del libretto è l’Adone di Giovan Battista Marino, poeta caro a Monteverdi, con un innesto, un ‘duettino’, una fine piega psicologica tolta al Venere e Adone di John Blow, maestro di Purcell. Il sottotitolo – Naufragio di un mito – dà qualche riferimento sull’opera. Lo spiega l’autore stesso: «Per comprendere meglio il sottotitolo, possiamo cominciare dalla fine. L’Epilogo, infatti richiama in scena la schiera dei personaggi al gran completo, ed essi cantano senza mezzi termini: avete assistito a una tremenda storia d’amore. Ma poi chi ha vinto, si domandano, Amore o Morte? [...] Venere e Adone incarnano la parodia d’ogni umana debolezza. Adone, povero mortale, si rende ridicolo con la spavalderia di un adolescente; in realtà è un giocattolo nelle mani degli dei. Amore stesso, quintessenza di un capriccio spietato, lo compatisce mentre accetta di mettere una sua freccia fra quelle di Adone. Fra i protagonisti, paradossalmente, il Mostro sarebbe l’unico a mostrare vaghi accenni di sensibilità». Cinque le repliche in agenda al Teatro La Fenice, il 26, 27, 28, 30 giugno, 1 luglio 2026, anche in questo caso tutte date accessibili a tariffa agevolata per i residenti del Comune e della Città metropolitana di Venezia

Il terzo spettacolo lirico collegato alla promozione sarà la ripresa del felicissimo allestimento feniceo dell’Elisir d’amore di Gaetano Donizetti. Melodramma giocoso in due atti su un libretto di Felice Romani, tratto dal libretto francese Le Philtre di Eugène Scribe, L’elisir d’amore fu presentato il 12 maggio 1832 al Teatro alla Canobbiana di Milano e segnò la definitiva consacrazione di Donizetti in quella piazza, dopo il lusinghiero trionfo di Anna Bolena (1830) e l’esito incerto di Ugo conte di Parigi (1832). Fin dalla prima, L’elisird’amore è divenuto un classico dell’opera ottocentesca: un classico ‘atipico’, perché non ascrivibile al genere serio né a quello dell’opera comica, quanto piuttosto a quel genere intermedio, via via definito come «opera semiseria» o «comédie larmoyante», che dalla seconda metà del Settecento fino all’Ottocento inoltrato si era fatto principale veicolo d’identificazione borghese, ponendo in primo piano la serietà del contenuto sentimentale, inteso come edificante strumento di commozione. L’elisir d’amore sarà riproposto nella collaudatissima produzione con la regia di Bepi Morassi, con le scene e i costumi di Gianmaurizio Fercioni. Dirige Francesco Ivan Ciampa. Quattro le repliche al Teatro Malibran: il 26, 28, 30 agosto, 1 settembre 2026, tutte date accessibili a tariffa agevolata per i residenti del Comune e della Città metropolitana di Venezia. 

Quarto spettacolo lirico collegato alla promozione sarà il dittico novecentesco composto da The Telephone di Gian Carlo Menotti, a ottant’anni esatti dalla sua genesi, Trouble in Tahiti di Leonard Bernstein, un titolo che a Venezia ancora non era mai stato rappresentato. Opera buffa in un atto, su libretto dello stesso autore, Il telefono di Menotti nacque dalla penna di Menotti esattamente ottant’anni fa su invito della Ballet Society di New York, che chiese a Menotti un contraltare comico alla serata dedicata all’allestimento di un’altra sua partitura, The Medium, cui molto spesso ancora oggi viene abbinata. Il breve atto unico, della durata di una ventina di minuti, debuttò al Heckscher Theater di New York il 18 febbraio 1947 ma venne prodotto anche dall'Ethel Barrymore Theater di Broadway, riscuotendo un successo che si protrasse per centinaia di repliche. In Europa fu rappresentato fin dal 1948 (Londra, Parigi) mentre la prima italiana fu al Festival internazionale di musica di Venezia (1948), in coppia con il dodecafonico Incubo di Riccardo Nielsen. Trouble in Tahiti di Leonard Bernstein andrà in scena in prima rappresentazione veneziana: l’opera in un atto e sette scene su libretto dello stesso Bernstein è una delle sole due pagine per il teatro lirico per le quali il compositore americano scrisse sia parole che musica, insieme al Peter Pan. Dal carattere oscuro, cupo, misterioso, questa partitura del giovane Bernstein sembra voler rappresentare un quadro autobiografico della propria vita familiare, con delle punte di sarcasmo quasi autopunitivo. Trouble in Tahiti debuttò il 12 giugno 1952 al Festival of the Creative Arts di Bernstein nel campus della Brandeis University di Waltham, Massachusetts, davanti a un pubblico di quasi tremila persone. Il dittico sarà presentato in un nuovo allestimento con la regia di Gianmaria Aliverta. La direzione musicale sarà di Francesco Lanzillotta. Nel cast spicca la presenza del baritono Allen Boxer. Cinque le repliche al Teatro Goldoni il 9, 10, 11, 13, 14 ottobre 2026, tutte date accessibili a tariffa agevolata per i residenti del Comune e della Città metropolitana di Venezia.

Sul fronte ballettistico, la proposta del Teatro veneziano nell’ambito della collaborazione con Comune e Città metropolitana prevede due eventi, due spettacoli di danza che affrontano da diversi punti di vista l'atroce attualità della guerra. Nel primo dei due appuntamenti, debutterà a Venezia l’Hamburger Kammerballett, compagnia di danza composta da ballerini professionisti con formazione classica, nata nel 2022 con l’obiettivo di sostenere i danzatori ucraini rifugiati in Germania. Attualmente ne è direttore artistico Edvin Revazov, dal 2003 ballerino e dal 2010 primo solista dell'Hamburg Ballet John Neumeier. La compagnia proporrà a Venezia due coreografie, entrambe firmate da John Neumeier: Hamlet Connotations, su musica di Aaron Copland, creato per l’American Ballet Theatre nel 1976; e Petruška Variations, su musica di Igor Stravinskij. Interprete al pianoforte Michal Bialk. Lo spettacolo sarà proposto al Teatro Malibran in doppia replica, il 16 e il 17 ottobre 2026, e tutte e due le date saranno accessibili a tariffa agevolata per i residenti del Comune e della Città metropolitana di Venezia. 

Andrà poi in scena Dear Son, il ritratto di una famiglia scossa dalla perdita di un figlio partito per la guerra. Una storia d’amore, speranza e memoria che, trascendendo le barriere del tempo e dello spazio, vuole essere un invito a riflettere sulla fragilità della vita in una società segnata dalla persistenza di guerre e conflitti. La coreografia, su musiche di autori vari, è opera di Sasha Riva e Simone Repele, due danzatori e coreografi che si sono imposti sulle scene internazionali con una cifra estetica in grado di coniugare un approccio teatrale e un vocabolario neoclassico a un linguaggio e un’estetica fortemente contemporanea, caratterizzata dalla centralità del gesto e del movimento. Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Malibran in doppia replica, il 23 e il 24 ottobre 2026 e, anche in questo caso, tutte e due le date saranno accessibili a tariffa agevolata per i residenti del Comune e della Città metropolitana di Venezia. 

 

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