In Italia la gestione e il soccorso della fauna selvatica è regolamentato dalla Legge 157/92, che tutela la fauna selvatica come patrimonio indisponibile dello Stato. La detenzione privata non autorizzata di animali selvatici è vietata.
La Legge 157/92 affida alle Regioni la cura e la riabilitazione della fauna selvatica ferita o in difficoltà che avviene tramite i CRAS (Centri di Recupero Animali Selvatici).
Chiunque rinvenga capi di fauna selvatica morti, feriti o in difficoltà è tenuto a darne comunicazione al Centro Regionale di Recupero o alle Autorità sanitarie competenti per territorio entro ventiquattro ore, il quale decide gli interventi necessari (art. 5 della Legge Regionale n. 50/93).
Come agire correttamente:
Nel caso di avvistamento o ritrovamento di un animale selvatico apparentemente in difficoltà bisogna agire con ordine, l’identificazione della specie è molto importante per capire cosa fare e come eventualmente agire: foto e video dell’animale andrebbero possibilmente inviati a personale esperto, in grado di fornire un’identificazione corretta, ogni specie ha la sua biologia ed etologia. Prima di agire è fondamentale cercare di fare una valutazione preliminare per capire se l’animale sia effettivamente ferito o in difficoltà.
Spesso infatti alcune specie possono apparire immobili o in posizioni atipiche, oppure piccoli di uccelli o di mammiferi appaiono da soli su prati o incolti, quasi mai però sono abbandonati, è infatti una strategia della specie, comune soprattutto sui Caprioli. I genitori sono nei paraggi e i piccoli non emanano odore per non essere individuabili da predatori. Pertanto non bisogna intervenire in alcun modo se il selvatico non è palesemente ferito o in difficoltà.
Come procedura, non ci si deve avvicinare eccessivamente, l’osservazione deve essere compiuta ad adeguata distanza. La prima regola è non toccare o spostare l’animale. Evitare sempre il contatto diretto per prevenire morsi, graffi ed eccessivo stress per l’animale o l’abbandono del cucciolo da parte dei genitori.
Ogni primavera aumentano le probabilità di trovare/rinvenire giovani e giovanissimi animali selvatici - pulli, lattanti, contrariamente a quanto si pensa, infatti i selvatici non popolano solo boschi e campagne; sempre più anche in centri abitati si trovano innumerevoli specie sinantropiche e antropofile. Nella bella stagione è facile imbattersi in esemplari spesso ritenuti (a torto) orfani, e purtroppo spesso si viene colti dalla frenesia e dall’ansia di dover fare qualcosa per forza. L’errore è dietro l’angolo, e comporta spesso la morte o nel migliore dei casi la compromissione della vita del piccolo.
Regola d'oro: Chiama sempre il CRAS o la Polizia metropolitana
Prima di qualsiasi azione, contatta direttamente il CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) al numero 339 4682583. Se possibile, invia foto e video a personale esperto per identificare la specie. Oppure richiedi informazioni al Nucleo ittico venatorio della Polizia metropolitana di Venezia al numero 041 2586111. Ogni animale ha la sua biologia e richiede un approccio specifico.
Se l'animale è visibilmente in difficoltà
Segnali di allarme: Ferite, sanguinamenti evidenti, stato letargico o tremori sospetti.
Cosa fare: Il piccolo va raccolto e consegnato al CRAS.
Attenzione: Ricci e piccoli uccelli si raccolgono facilmente. Per specie delicate o pericolose, attendi il personale esperto (Polizia metropolitana o CRAS).
Se l'animale è sano
Molti giovani animali si allontanano dal nido o dalla tana prima di essere del tutto maturi. Non sono abbandonati: i genitori sono nei paraggi e continuano a nutrirli a intervalli regolari.
Uccelli (es. merli): Se saltellano a terra e hanno già le piume, vanno lasciati dove sono.
Mammiferi (es. caprioli, daini, lepri): Restano immobili nella vegetazione in attesa della madre (pronazione). È un comportamento normale.
Divieto assoluto: Non toccare mai i piccoli mammiferi a mani nude. Il tuo odore indurrà la madre ad abbandonarli.
Se l'animale è sano ma in pericolo imminente
Se il piccolo si trova vicino a strade trafficate o in zone frequentate da bambini e predatori (cani o gatti):
Contatta la Polizia metropolitana o il CRAS per ricevere istruzioni.
Sposta l'animale solo di pochi metri in un luogo sicuro (es. una siepe o un'aiuola).
Per i mammiferi: Usa guanti sterili o un panno pulito per non trasmettere il tuo odore.
Posso tenerlo a casa?
Assolutamente no.
La legge italiana (L. 157/92) vieta la detenzione di fauna selvatica. Appropriarsene è un reato penale.
Gli animali selvatici non sono domestici. L'alimentazione errata e l'eccessiva manipolazione (carezze, voci, coccole) causano danni fisici e psicologici irreversibili, rendendo impossibile il loro ritorno in natura.
Puoi trattenerlo solo per le poche ore necessarie a trasferirlo al CRAS.
Come sistemarlo in attesa del trasferimento
Usa una scatola di cartone con dei fori per aerazione o un trasportino.
Coprilo per mantenerlo al buio e ridurre lo stress visivo.
Metti sul fondo panni morbidi, puliti e inodori.
Tienilo in un luogo caldo, silenzioso e isolato da rumori e voci.
Come alimentarlo?
Non dare cibo o acqua. Ogni specie ha una dieta strettamente specifica.
L'animale può resistere diverse ore a digiuno senza problemi.
È molto meglio lasciarlo a digiuno piuttosto che somministrare alimenti errati che potrebbero ucciderlo.
Chiedi sempre istruzioni al CRAS.
Comportamenti aggressivi di Corvidi e Gabbiani
Durante la stagione di nidificazione (da aprile a luglio), specie come il Gabbiano reale o taluni Corvidi possono simulare attacchi verso l'uomo (mobbing).
Non si tratta di aggressività gratuita, ma di istinto parentale per difendere i pulli a terra o sui tetti.
Cosa dice la legge: La fauna è protetta. È vietato catturarla, allontanarla o distruggere nidi e uova.
In caso di comprovata emergenza sanitaria o di sicurezza pubblica, gli unici Enti titolati a intervenire sono la Regione, la Polizia metropolitana con l’ausilio dei CRAS e il Servizio sanitario per l’eventuale parte di competenza.
- Rinvenimento di carcasse di animali selvatici
In caso di rinvenimento di fauna selvatica morta, non toccare o spostare l’animale e contattare tempestivamente la Polizia metropolitana comunicando all’operatore il punto esatto in cui si trova l’animale, la descrizione della specie presunta e lo stato di conservazione (stato di decomposizione o se presenza ferite evidenti da trauma stradale o da arma da fuoco).
- In caso di incidente stradale (causato da) con animali selvatici
La fauna selvatica, patrimonio dello Stato, è per legge affidata in gestione alle Regioni. Per questo motivo, se un animale selvatico ha provocato dei danni a persone o a cose, come avviene soprattutto in occasione di un incidente stradale, è possibile chiedere alla Regione sul cui territorio è avvenuto il fatto un eventuale risarcimento in quanto ritenuto civilmente responsabile. Per ulteriori informazioni, è possibile consultare anche la pagina dedicata sul sito della Regione Veneto.
